Coronavirus e Privacy
30/03/2020

NO a iniziative "fai da te" nella raccolta dei dati

A seguito di alcune richieste di chiarimenti ricevute dai nostri clienti, siamo a fornire ulteriori approfondimenti in merito alla corretta applicazione della normativa sulla privacy all'interno delle aziende in questo momento così particolare.

A livello mediatico e politico vengono pubblicate affermazioni in tema di Privacy e Coronavirus (alcune volte anche forvianti), che hanno portato addirittura anche a richieste di rimozione o sospensione delle norme in materia di trattamento dei dati personali per contrastare la diffusione di questa pandemia.

La realtà circa la lotta al Coronavirus è differente e ben più complessa, ma nei momenti di crisi (e di audience) piace molto giocare sulla semplificazione e trovare un capro espiatorio, demonizzando la privacy.

Pertanto si rimarca  il concetto che il Diritto alla Privacy è volto alla tutela del diritto inviolabile alla libertà e di proprietà di ogni singolo individuo (cliente, fornitore, lavoratore, visitatore, utente sia fisico che digitale, ..), per cui ogni tipologia di trattamento deve essere valutata preventivamente dall'organizzazione aziendale.

Facendo alcuni esempi pratici:
- non si possono pubblicare i nomi delle persone positive al virus;
- la possibilità di controllo della temperatura corporea all’ingresso delle aziende (prevista dal Protocollo di regolamentazione del 14/03/2020 divulgato dal Ministero), è una misura temporanea e va fatta rispettando alcuni criteri ben precisi;
- la geolocalizzazione degli individui è prioritariamente anonima, se invece è identificabile deve essere sottoposta ad autorizzazione preventiva;
- lo smartworking è soggetto ad una precisa normativa tecnica e deve rispettare misure di sicurezza informatiche determinate, verificate e monitorate (quindi non improvvisate);
- eccetera eccetera

L'Autorità Garante sulla privacy ha ricordato che queste attività di trattamento dei dati e sorveglianza degli individui, devono avvenire in un contesto giuridico certo: in sintesi, devono trattarsi di misure proporzionate ed adeguate e soggette a controllo giurisdizionale.

La normativa sulla privacy ha già, nel suo interno, le regole per perimetrare il suo raggio di azione di fronte a interessi pubblici prevalenti.

In altre parole, non è ammesso l’uso indiscriminato dei dati personali degli individui, ma solo quelli rilevanti per lo scopo, e cioè la lotta alle epidemie. Gli stessi dati non possono inoltre essere trattati per scopi diversi (ad esempio: verifiche fiscali o patrimoniali) ed in ogni caso devono essere distrutti non appena diventino inutili. Si tratta di regole di ragionevolezza per le quali non vi è ragione di abdicare neppure in epoca di epidemia.

Si consiglia di racchiudere tutte queste informazioni all'interno di una "Informativa specifica in funzione delle misure dirette a contrastare il virus COVID-19", dove le persone interessate possono prendere visione delle tipologie e modalità di trattamento effettuato.


Per ulteriori informazioni potete contattare il nostro tecnico:
Giovanelli Giacomo
Tel. 0721.987027 int. 6       cell: 393.9377723
Email: privacy@gecoconsulting.it


A conclusione, si allega nuovamente lo stralcio della nostra Circolare inviata il 18/03/2020
per la CIRCOLARE COMPLETA  > clicca qui <


D) CORONAVIRUS E PRIVACY: no a iniziative "fai da te" nella raccolta dei dati


Nel comunicato del Garante della Protezione dei dati personali del 2 marzo 2020 viene stabilito che i datori di lavoro devono astenersi dal raccogliere, a priori e in modo sistematico e generalizzato, anche attraverso specifiche richieste al singolo lavoratore o indagini non consentite, informazioni sulla presenza di eventuali sintomi influenzali del lavoratore e dei suoi contatti più stretti o comunque rientranti nella sfera extra lavorativa.

La finalità di prevenzione dalla diffusione del Coronavirus deve infatti essere svolta da soggetti che istituzionalmente esercitano queste funzioni in modo qualificato. L’accertamento e la raccolta di informazioni relative ai sintomi tipici del Coronavirus e alle informazioni sui recenti spostamenti di ogni individuo spettano agli operatori sanitari e al sistema attivato dalla protezione civile, che sono gli organi deputati a garantire il rispetto delle regole di sanità pubblica recentemente adottate.

Resta fermo l’obbligo del lavoratore di segnalare al datore di lavoro qualsiasi situazione di pericolo per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro; permangono altresì i compiti del datore di lavoro relativi alla necessità di comunicare agli organi preposti l’eventuale variazione del rischio “biologico” derivante dal Coronavirus per la salute sul posto di lavoro e gli altri adempimenti connessi alla sorveglianza sanitaria sui lavoratori per il tramite del medico competente.

Le autorità competenti hanno, inoltre, già previsto le misure di prevenzione generale alle quali ciascun titolare dovrà attenersi per assicurare l’accesso dei visitatori a tutti i locali aperti al pubblico nel rispetto delle disposizioni d’urgenza adottate.

Pertanto, il Garante invita tutti i titolari del trattamento ad attenersi scrupolosamente alle indicazioni fornite dal Ministero della salute e dalle istituzioni competenti per la prevenzione della diffusione del Coronavirus, senza effettuare iniziative autonome che prevedano la raccolta di dati anche sulla salute di utenti e lavoratori che non siano normativamente previste o disposte dagli organi competenti.

Fonte GARANTEPRIVACY.IT

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