JOBS ACT E PRIVACY: Nuove regole per gli strumenti di controllo a distanza
09/09/2015

Lo schema di decreto delegato attuativo della legge n. 183/2014 (cd. “Jobs Act”) in materia di “razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese” è volto a bilanciare i contrapposti interessi/diritti dell’imprenditore (ad esercitare il controllo connesso ai suoi poteri datoriali) e del lavoratore (a preservare una sfera di privatezza intangibile, anche nell’ambito – del luogo e del tempo – del rapporto di lavoro).

La finalità della disposizione, dunque, non è quella di impedire ogni forma di controllo sull’adempimento regolare e corretto della prestazione di lavoro, ma in verità di vietare quei controlli che vengono posti in essere in forme o con modalità che risultano lesive della dignità dei lavoratori.

La norma del Jobs Act è orientata a superare l’odierna disciplina dettata dall’art. 4 della legge n. 300/1970 e dall’art. 114 del D.Lgs. n. 196/2003, consentendo al datore di lavoro una maggiore libertà di azione che prescinda dai passaggi sindacali o amministrativi previsti dalla legge, con una previsione normativa che indichi la procedura da seguire (presumibilmente una informativa individuale e collettiva ai lavoratori e alle rappresentanze sindacali), tenendo conto delle caratteristiche tecniche dei sistemi di controllo a distanza in base alla evoluzione tecnologica.

Le informazioni acquisite attraverso strumenti di controllo a distanza come impianti audiovisivi e di videosorveglianza, possono essere impiegate solo per i determinati fini (- esigenze organizzative e produttive; - sicurezza del lavoro; - tutela del patrimonio aziendale) e previo accodo sindacale o autorizzazione ministeriale.

Tuttavia tra gli strumenti di controllo a distanza rientrano anche gli strumenti di proprietà dell’azienda dati in uso al lavoratore per svolgere la propria prestazione lavorativa: personal computer, impianti e centralini telefonici, smartphone, tablet, localizzatori GPS come pure le apparecchiature di rilevazione e di registrazione degli accessi e delle presenze.

Per questo tipo di apparati non è richiesta la presenza preventiva di particolari fini né di preventivi accordi sindacali/ministeriali, ma l’utilizzo delle informazioni raccolte da questo tipo di strumenti a distanza è sottoposto ad una duplice condizione:

  • al lavoratore deve essere stata data una adeguata informazione circa le modalità di impiego degli strumenti e delle apparecchiature, nonché in merito alle modalità di svolgimento dei controlli;
  • nei confronti di tutti i lavoratori va in ogni caso rispettata la normativa in materia di tutela della privacy (d.lgs. n. 196/2003).

Le Linee guida del Garante per la privacy avevano già assoggettato alla normativa a tutela del trattamento dei dati personali, l’utilizzo della posta elettronica e di internet sui luoghi di lavoro da parte dei lavoratori, sollecitando l’adozione di una regolamentazione interna che consenta di adottare misure organizzative e tecnologiche.

E’ confermata la tutela penale del divieto di operare controlli a distanza con impianti, strumenti e apparecchiature non preventivamente accordate o non autorizzate.

Il datore di lavoro è punito con la pena alternativa da euro 154 a euro 1.549 o arresto da 15 giorni ad un anno, salvo che il fatto non costituisca più grave reato; inoltre non configurandosi una ipotesi di reato “proprio”, della quale potrebbe divenire imputabile il solo datore di lavoro, la contravvenzione in argomento è idonea a colpire anche il comportamento dei soggetti deputati al controllo a distanza o comunque addetti all’utilizzo delle apparecchiature e degli impianti, che saranno puniti alla medesima stregua del datore di lavoro.

Il nostro studio è a disposizione per effettuare un check-up aziendale per valutare la corretta applicazione della normativa riferita alla Privacy – Trattamento dei dati personali e la relativa corrispondenza alle procedure ed informative obbligatorie da adottare.

Per ulteriori informazioni rivolgersi a
Giovanelli Giacomo
Ufficio: 0721.987027 int 6  -  Cell: 393.9377723
Email: info@gecoconsulting.it

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